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Tag: sostegno genitoriale

#iorestoacasa Guida per i genitori

Siamo nel bel mezzo di una grave emergenza sanitaria a causa della diffusione del Covid-19, non ci sono obiettivi a breve termine riguardo la ripresa delle attività, sono tanti giorni che siamo a casa, tanti giorni in cui i genitori stanno creando di tutto per tenere impegnati i bambini. Con l’andare avanti nelle settimane, si rischia, però, di perdere un po’ la cognizione del tempo e di trovare sempre più difficoltà nella gestione dei bambini.

Ecco un piccolo suggerimento per far mantenere ai bimbi (anche i più piccoli) una routine quotidiana e ridurre i livelli di ansia, per aiutarli a prevedere cosa li aspetterà nell’arco della giornata.

Create insieme un’agenda visiva giornaliera. È uno strumento per visualizzare velocemente la successione delle attività giornaliere utilizzando foto ed immagini.

Come strutturare la giornata?

Sveglia

Cerchiamo di stabilire un orario per la sveglia, che non sia troppo distante da quello a cui erano abituati quado andavano a scuola. La regolazione del ritmo sonno-veglia permette al bambino di trascorrere meglio la giornata, senza innervosirsi, ed avita che si addormentino troppo tardi.

Colazione

Siamo abituati a correre dalla mattina alla sera. Anche il momento della colazione è sempre una corsa contro il tempo. Cambiamo i nostri ritmi e le nostre abitudini e prepariamo un bel pasto tutti insieme, proponendo ben altro che il solito latte e biscotti. I bambini aiuteranno volentieri la mamma ed il papà a preparare la tavola e cucinare.

Igiene personale

Di solito i genitori per non far tardi si sostituiscono ai bambini. Ad oggi, con tutti i limiti del momento, abbiamo recuperato TEMPO,  quale momento migliore per provare da soli? Possiamo permetterci di rispettare i loro tempi, perciò puntiamo alla loro autonomia.

Lavori domestici

I bambini guardano noi adulti come modelli da imitare, perché non approfittare per proporre loro alcuni lavori domestici? Non pretendiamo la perfezione ma premiamo il loro impegno. Anche ai bambini più piccoli, già dai due anni, possiamo chiedere di aiutarci a rifare il letto, a spolverare, aiutarci ad apparecchiare la tavola, gettare i rifiuti nei vari cestini per la raccolta differenziata, aiutare a stendere il bucato, innaffiare le piante, sistemare la biancheria nel proprio cassetto, per arrivare a chiedere ai più grandi di lavare i piatti o scaricare la lavastoviglie, riempire le ciotole dei propri animali domestici, aiutare a riordinare la spesa. I bambini si sentiranno più efficienti ed incoraggiandoli all’autonomia li aiuteremo nella loro crescita psicosociale.

Compiti

La maggior parte delle scuole è riuscita ad organizzarsi con la teledidattica. I bambini saranno impegnati 2-3 ore al mattino con le attività scolastiche, mentre per i più piccoli è il momento buono per proporre giochi che vadano a potenziare abilità attentive, di coordinazione motoria, di motricità fine.

Gioco

Facciamo sperimentare ai bambini, sempre troppo impegnati in mille attività, il gioco libero suddividendolo in gioco movimentato (balli, palla, ruba bandiera…) e gioco tranquillo per i più grandi che non riposano nel primo pomeriggio (disegno, puzzle, carte, forza4…).

Pranzo

Dopo tanto impegno ci vuole un bel pranzo. Ora sì che possiamo preparare un buon pasto salutare ed invitare il bambino a sperimentare nuovi cibi. Fatevi aiutare dai ragazzi ad apparecchiare, cucinare, sparecchiare, lavare i piatti.

Riposino o gioco tranquillo

Sia grandi che piccoli hanno bisogno di ricaricarsi, per non parlare dei genitori!

Merenda

Prepariamo insieme una merenda sana: un ciambellone gustoso, una spremuta di arance, una fetta di pane e pomodoro…

Gioco

Non si finisce mai di divertirsi. È il momento per i bambini di sperimentare giochi che si stanno andando perdendo. Con queste belle giornate di primavera giochiamo a campana, a corda, non servono grandi spazi, basta tanta fantasia.

Cena

Si può parlare di quali attività organizzare insieme domani. Renderli partecipi dell’organizzazione della giornata, fornire orari per i più grandi, li aiuterà ad imparare a gestire il tempo, a regolarsi ed essere più responsabili. Ricordiamoci di farli partecipare ai lavori domestici.

Serata

Dopo esserci messi il pigiama, lavati, puliti i denti, possiamo rilassarci un pochino, leggere storie, guadare la tv.

Buonanotte

Dopo una giornata intensa è l’ora di dormire. È importante che il bambino si addormenti ad un orario regolare per poter affrontare al meglio la nuova giornata.

Come posso staccare mio figlio dai videogiochi?

Regole di sopravvivenza genitori-figli sull’uso dei videogames

Alla soglia del 2020 possiamo facilmente ammettere che i videogiochi sono entrati a fare parte delle nostra quotidianità, in particolare nella vita dei bambini. Ormai è una consuetudine passare davanti ad una scuola e vedere gli alunni che aspettano l’entrata inchiodati sui loro telefonini, per fare l’ultima partita prima del suono della campanella o entrare in un ristorante e vedere al tavolo accanto qualche bambino “parcheggiato” di fronte allo smartphone, invece di correre fra i tavoli.

Il problema spesso sorge nel momento in cui decidiamo che è arrivato il momento di farli smettere, o perché abbiamo finito la cena ed è “ora di andare”, o perché bisogna cominciare a fare i compiti, o semplicemente perché ci accorgiamo che è passato troppo tempo da quando nostro figlio ha accesso la consolle o il cellulare. Sono rare le volte in cui ci verrà risposto “Va bene, spengo immediatamente”, sarà molto più probabile l’inizio del solito braccio di ferro: “aspetta, finisco la partita”, “dai solo altri 5 minuti”, fino all’insorgere di veri e proprio comportamenti oppositivi (talvolta anche aggressivi).

Parlare di dipendenza da videogames è ormai troppo generico (leggi anche I social network e il loro effetto sulla mente). Un articolo uscito sul Wall Street Journal mette in evidenza come il problema sia soprattutto neurologico: in questo tipo di comportamento viene imputata principalmente la corteccia prefrontale, la parte del cervello deputata alla gestione degli impulsi, e il sistema della ricompensa, dato che il nostro cervello è programmato per ricercare un appagamento. L’appagamento arriva nei videogiochi al termine di una partita, nel momento in cui c’è stato un esito positivo, ma sarà anche la frustrazione della sconfitta a farci cominciare una nuova partita.

Inoltre i videogiochi attuali sono programmati in maniera tale che le partite siano brevi (come per esempio quelli degli smartphone) e che ci siano sia degli aspetti di crescita di difficoltà rispetto al livello (in maniera tale da non abituarsi all’appagamento iniziale), ma anche rispetto ai personaggi che di volta in volta possiamo acquisire. Ciò comporta che a volte si è costretti a “shoppare” (acquistare) per rimanere al passo con gli altri utenti. I videogame sono concepiti per offrire piccole ricompense intermittenti e non conclusive, che spingono a continuare il gioco. La fine in realtà non esiste perché le app vengono aggiornate in continuazione, con nuovi livelli da superare o nuovi personaggi da sbloccare.

Forse adesso sarà più chiaro il motivo per cui è difficile interrompere un videogame, ma come poter risolvere questo problema?

In primis bisogna stabilire insieme ai bambini un sistema di regole di base condiviso, in particolare sulla quantità di tempo che si può trascorrere a giocare (preferibilmente non più di un’ora al giorno). L’importante è che tale quantità non sia variabile. Spesso alcuni genitori preferiscono parcheggiare i figli davanti ad un televisore durante il fine settimana, per poi pretendere di limitarne l’uso solo quando gli fa più comodo.

In ogni caso, aiuta anche avvisare i bambini una manciata di minuti prima dell’interruzione, in modo che si possano autoregolare (può essere utile mettere un timer che suoni allo scadere del termine del tempo). E’ inoltre utile fare delle pause, durante il gioco, in maniera tale che non si arrivi ad uno stato di alienazione e che ci sia un tempo di recupero della stanchezza cognitiva e visiva. Proprio perché questa stanchezza può, a volte, limitare le performance cognitive ed attentive, sarebbe sicuramente più opportuno fare prima i compiti e successivamente iniziare a giocare.

Ovviamente il contenuto dei videogame deve essere sempre adatto all’età del bambino, ci sono giochi che possono addirittura favorire lo sviluppo di competenze e il potenziamento di altre.

E’ fondamentale che l’uso dei videogiochi sia limitato e sia sempre alternato ad attività sportive, di gioco all’aperto e di socializzazione con gli altri. Si dovrebbe evitare il più possibile di avere le consolle o i telefonini nelle proprie camere, per poter essere supervisionati dagli adulti, perché dato che il sistema di regolazione e della ricompensa del bambino non è ancora sufficientemente maturo, serve un limite imposto dall’esterno, ovvero dal genitore.

Infine, il genitore deve essere il primo a rispettare tali regole, limitando l’uso del proprio smartphone, altrimenti non possiamo arrabbiarci quando nostro figlio non si riesce a staccare dai videogame quando siamo noi i primi a non riuscire a staccarci dai social.