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Tag: sessuologia

Come parlare di sesso con gli adolescenti?

La pubertà e l’adolescenza sono un periodo molto delicato, alle prese con diversi cambiamenti, non solo fisici ma anche psicologici che spesso, come risultante, portano un allontanamento dalle figure genitoriali.
Gradualmente i giovani adulti prendono le distanze dalla famiglia per acquisire un’autonomia emotiva, identitaria e comportamentale sempre maggiore ed iniziano ad investire nelle relazioni con i coetanei (Atger, 2006; Botbol et al.,2000; Fraley, Davis & Shaver, 1998) con cui istaurano sia rapporti amicali che sentimentali.

La crescita di un figlio, infatti, ha come tappa fondamentale anche quella relativa all’amore e alla sessualità, che spesso spaventa i genitori. Parlare di sessualità con i propri figli risulta difficile per entrambi gli interlocutori, si viene a creare un clima di imbarazzo che porta spesso i giovani ad altre fonti per avere informazioni, con il rischio che risultino poco adeguate (amici più grandi, siti internet con informazioni scorrette etc.).

Come fare per riuscire a discuterne insieme?

E’ importante creare con gli adolescenti un clima non giudicante, nel quale i ragazzi si possano sentire liberi di esprimere le proprie emozioni, i propri dubbi ed i propri pensieri. I temi da affrontare possono essere i più disparati ma alla base è bene sottolineare ai ragazzi il valore del proprio corpo e l’importanza del rispetto reciproco tra le persone ed anche il rispetto dei tempi di ognuno.

I genitori dovrebbero riuscire a tenersi aggiornati sui temi riguardanti la sessualità e sui cambiamenti anche del vissuto di questa all’interno della società. È bene leggere libri e riviste ma soprattutto saper dire “non lo so, mi informo” quando ci sono domande di cui non si conosce la risposta.

Inoltre, quando si parla di sessualità con i giovani è bene riferire loro in modo appropriato i rischi che si possono intercorrere durante un rapporto sessuale incoraggiandoli ad utilizzare sempre precauzioni ed informandoli non solo sulle gravidanze indesiderate ma anche sulle malattie sessualmente trasmesse.

Spesso cercando notizie su internet si può incappare in siti con informazioni poco chiare e non del tutto corrette, rischiando di peggiorare le fantasie e le conoscenze. A questo proposito esistono dei libri adeguati all’età che possono spiegare in modo chiaro e corretto tutti i dubbi relativi ad una sessualità serena e consapevole, tra questi possiamo trovare la collana di Roberta Giommi e Marcello Perrotta, suddiviso per fasce di età “Programma di educazione sessuale” (per pre- adolescenti ed adolescenti : 11-14 anni e 14-18 anni) ed il libro  “Make Love. Un manuale di educazione sessuale” di Ann-Marlene Henning, Tina Bremer-Olszewski, un libro più recente e in qualche modo più provocatorio, in cui ci sono immagini reali di coppie di ragazzi ed un linguaggio meno “didattico” e più colloquiale.

Potrebbe essere utile informare anche rispetto alle strutture presenti sul territorio, al fine da poter indirizzare i ragazzi ad un team di esperti con cui poter discutere liberamente dei loro dubbi riguardanti la sessualità e conoscere un luogo in cui potersi affidare qualora ci fosse una situazione di emergenza.

Nella nostra sede di Frascati è possibile confrontarsi direttamente con la figura specifica della sessuologa affrontando insieme qualsiasi dubbio o perplessità riguardanti il vissuto di una sessualità serena e consapevole, sia per gli adolescenti che per i genitori.

 

Dott.ssa Agnese Eleuteri

Psicologa e Sessuologa Clinica

Responsabile dell’Area Psico-sessuologica e dell’Intervento di Coppia

http://www.centroiltulipano.com

Sessualità e metodi anticoncezionali: facciamolo… in sicurezza!

Per “metodi anticoncezionali” si intendono tutti i metodi validi atti ad impedire la fecondazione dell’ovulo al fine di compiere una scelta consapevole rispetto alla procreazione e di tutelare la propria salute sessuale. Infatti, si usano per prevenire una gravidanza (indesiderata) e come protezione nei confronti di malattie sessualmente trasmissibili.

La scelta del metodo contraccettivo è molto importante e, qualora vi fosse una relazione stabile, sarebbe opportuno parlarne e scegliere insieme. Avvalersi di metodi contraccettivi appropriati – quando una gravidanza inattesa costituirebbe un problema – è sinonimo di consapevolezza e maturità. La scelta di una pratica contraccettiva piuttosto che un’altra è chiaramente soggettiva, e dipende dalla sua efficacia, dalla praticità e dalla percezione del rischio che la coppia associa al verificarsi di una gravidanza non prevista. Nella scelta si deve tenere comunque in considerazione la possibilità reale di contrarre malattie sessualmente trasmissibili, evenienza probabile in caso di rapporti non protetti con partner multipli ed occasionali.

Per far fronte alle problematiche appena descritte, sono stati identificati alcuni requisiti che un metodo contraccettivo “perfetto” dovrebbe possedere:

  • Protezione da gravidanze indesiderate a malattie sessualmente trasmissibili
  • Semplicità e praticità di utilizzo
  • Scarsi effetti collaterali
  • Reversibilità
  • Minima o scarsa percezione durante il rapporto
  • Facile reperibilità

Ad oggi, gli anticoncezionali ad oggi possono essere suddivisi in:

  • metodi a barriera/ meccanici
  • metodi ormonali
  • metodi “naturali”

A. METODI A BARRIERA / MECCANICI

Nel primo gruppo possiamo inserire il più utilizzato metodo a barriera: il preservativo maschile. Il preservativo è l’unico metodo che permette una protezione sia da malattie sessualmente trasmissibili, sia da un’eventuale gravidanza indesiderata. È una guaina in lattice che deve essere applicata sul pene in erezione prima dell’inserimento nella vagina. Il preservativo va srotolato lungo tutta la sua lunghezza, avendo cura di stringere il serbatoio (nella parte superiore del preservativo) tra pollice e indice per evitare che si creino bolle d’aria durante il rapporto, ipotetiche responsabili della rottura del profilattico.

Ha una potenziale efficacia del 100%, che potrebbe diminuire se non conservato o utilizzato adeguatamente. Ad oggi sul mercato è presente anche il preservativo femminile, FEMIDOM.

Il Femidom (profilattico femminile) è uno strumento di prevenzione dell’HIV e delle altre malattie sessualmente trasmesse che può essere utilizzato dalle donne.

In Italia è ancora da reperire e assolutamente assente dai consultori ginecologici ma può essere ordinato su internet o in alcune farmacie.

Il preservativo femminile è una guaina trasparente in nitrile sintetico che, introdotta nella vagina prima del rapporto, forma una barriera tra gli organi genitali dei due partner, garantendo protezione da gravidanze indesiderate e malattie a trasmissione sessuale. Il materiale con cui è realizzato fa sì che sia più resistente dei condom maschili in lattice, che non provochi reazioni allergiche e che si riveli compatibile sia con i lubrificanti a base acquosa sia con quelli a base oleosa. Usato correttamente, ha la stessa efficacia degli altri metodi contraccettivi e non presenta effetti collaterali o rischi.

Perché usarlo?

A parte l’efficacia nella prevenzione delle gravidanze indesiderate e delle malattie sessualmente trasmissibili, c’è un altro fondamentale motivo per decidere di usare il preservativo femminile. Si tratta della libertà di scelta.

Il preservativo femminile, infatti, costituisce un’ulteriore opzione per le donne che intendano gestire in prima persona la propria salute sessuale. È la donna, cioè, a decidere in piena autonomia quale protezione adottare, senza dipendere dall’uomo e dalla sua eventuale riluttanza a indossare il profilattico. Una conquista importante, che rende indipendenti le donne nel vivere serenamente la loro vita sessuale.

La spirale o IUD (dall’inglese Intra Uterine Device) è uno strumento contraccettivo che impedisce “fisicamente” l’annidamento all’interno dell’utero di un potenziale ovulo fecondato. Infatti, la spirale è un piccolo supporto in plastica avvolto da un filo di rame (da qui il nome “spirale”) che viene inserito nell’utero, solitamente durante il ciclo mestruale, da un ginecologo.

Ad oggi sul mercato esistono delle spirali “medicate” che oltre ad impedire fisicamente la gravidanza, rilasciano ormoni (progesterone) in piccole quantità. Il funzionamento è paragonabile a quello di un metodo anticoncezionale ormonale. Generalmente può essere utilizzato per un periodo che va da tre a cinque anni a seconda del modello. Può essere rimosso in qualsiasi momento senza particolari interventi dal ginecologo.

Il diaframma è una calotta di lattice che va inserita prima di ogni rapporto, associandola a degli spermicidi (sotto forma di spugnette, gel, creme o supposte). Non assicura una garanzia di protezione dalla trasmissione delle malattie sessualmente trasmissibili. In Italia, il diaframma è un metodo anticoncezionale ormai in disuso, soprattutto perché non considerato del tutto affidabile ed ormai difficilmente reperibile; inoltre presuppone una conoscenza approfondita del proprio corpo per l’inserimento manuale.

B. METODI ORMONALI

I contraccettivi ormonali funzionano inibendo l’ovulazione e la fecondazione. Essi sono disponibili in una serie di forme diverse.

La più famosa è la pillola anticoncezionale, che viene assunta quotidianamente per bocca; poi possiamo considerare tra questi la spirale medicata di cui sopra; il cerotto e l’anello vaginale.

Questi metodi anticoncezionali hanno una alta efficacia se utilizzati correttamente e necessitano di un controllo medico ginecologico e la prescrizione. I metodi ormonali prevengono una gravidanza indesiderata ma non proteggono dalle malattie sessualmente trasmissibili.

C. METODI CONTRACCETTIVI NATURALI

Per metodi contraccettivi naturali intendiamo i metodi che mirano all’individuazione del momento esatto in cui avviene l’ovulazione, e prevedono l’astensione dai rapporti sessuali 3-4 giorni, prima e dopo, dell’ovulazione stessa. Questi metodi naturali non hanno effetti collaterali né controindicazioni, ma la loro sicurezza è molto bassa per la variabilità dell’ovulazione e del ciclo mestruale. Tra i metodi contraccettivi naturali possiamo annoverare anche il coito interrotto, cioè la fuoriuscita del pene dalla vagina prima dell’eiaculazione, nel tentativo di evitare il contatto diretto dello sperma con quest’ultima. Questa pratica, pur essendo ancora molto diffusa, non assicura alcun tipo di difesa dal punto di vista della prevenzione delle malattie veneree e la sua efficacia contraccettiva è molto scarsa, poiché diversi studi sottolineano la possibilità di una fuoriuscita di sperma pre- eiaculazione.

E’ importante sottolineare quanto la scelta personale e di coppia del metodo contraccettivo sia un passo rilevante per vivere al meglio una sessualità serena, consapevole ed in salute. Non si deve correre il rischio di sottovalutare il valore della decisione in merito, scegliendo il metodo più adatto alle proprie esigenze e necessità.

 

 

Dott.ssa Agnese Eleuteri

Psicologa e Sessuologa Clinica

Responsabile dell’Area Psico-sessuologica e dell’Intervento di Coppia

http://www.centroiltulipano.com