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Tag: selettività alimentare

Incontri informativi gratuiti sulla genitorialità

Uno spazio gratuito di apprendimento, un’occasione di confronto tra genitori e professionisti e un momento di ascolto per mamme e papà alle prese con il nuovo bebè!

Gli incontri informativi gratuiti sulla genitorialità hanno lo scopo di creare uno spazio di condivisione tra mamme, papà e gli esperti del settore nelle varie tematiche che interessano le prime fasi della vita del bambino.

Gli incontri si terranno presso la sede del Centro Il Tulipano in via Sciadonna 9/A e avranno una durata di circa due ore ciascuno. Sono aperti a tutti, ma è necessario prenotarsi per garantire un’organizzazione ottimale da parte del Centro scrivendo una mail a centro.iltulipano@gmail.com oppure telefonando alla responsabile del progetto dott.ssa Criscuolo 3931617222.

15.02.2020 | ore 15:30 | Negoziazione e gestione dei conflitti tra neogenitori

L’incontro, a cura delle Dott.sse Criscuolo e Stefanile, psicologhe e mediatrici familiari, approfondirà il tema della genitorialità nei diversi momenti evolutivi della coppia e del bambino. Verranno affrontati i temi di maggiore complessità all’interno della coppia genitoriale (alimentazione, educazione, lavoro e tempo libero) e le possibili strategie di negoziazione e gestione del conflitto. Ampio spazio sarà dato alle esperienze dirette dei partecipanti e alla discussione di gruppo.

22.02.2020 | ore 15:30 | Gioco e linguaggio nei primi anni di vita del bambino

L’obiettivo dell’incontro presentato dalla Logopedista Dott.ssa Del Pinto e dalla Neuropsicomotricista Dott.ssa Puntillo è sensibilizzare circa le situazioni di ritardo del linguaggio nel bambino piccolo e mostrare come il gioco, nelle sue evoluzioni, sia tra i più importanti prerequisiti per l’emergere del linguaggio e come le due competenze procedano parallelamente nel corso dei primi anni di vita del bambino.

07.03.2020 | ore 15:30 | Alimentazione e ciclo di vita del bambino

L’incontro, a cura della Dott.sa Criscuolo, psicologa, e della Dott.ssa Cinelli, biologa nutrizionista, affronterà il tema dell’alimentazione in età pediatrica rispetto alle tappe evolutive del bambino e della famiglia. Partendo dall’allattamento, verranno illustrati i momenti più critici che la coppia genitore-bambino affronta e le possibili strategie da adottare, attraverso un’ottica che integra gli aspetti relazionali e le esigenze alimentari. Verranno inoltre approfonditi i correlati comportamentali legati all’assunzione di specifici alimenti (es. zuccheri e/o carboidrati) e verrà lasciato spazio a eventuali domande e approfondimenti sui temi che maggiormente interessano i partecipanti.

14.03.2020 | ore 15:30 | Vita perinatale: aspetti psichici ed emotivi

A cura della Dott.ssa Scampoli, psicologa psicoterapeuta, l’incontro si concentrerà sulle esperienze immediatamente precedenti e successive la nascita. Verranno toccati temi relativi a nascite premature, lutti perinatali, interruzioni di gravidanza per favorire la condivisione di esperienze anche difficili e complesse. Molto spazio verrà dedicato al racconto di esperienze personali e non, a domande e perplessità su tutti gli aspetti psichici ed emotivi relativi ai temi proposti.

Open Day – Incontra la Nutrizionista!

Sei in dolce attesa e hai paura di non sapere come regolare la tua alimentazione in gravidanza? Sei preoccupata per lo svezzamento nel primo anno di vita oppure perché tuo figlio, ormai grande, mostra una selettività nell’alimentazione? O vuoi semplicemente perdere quei chili di troppo che proprio non riesci a sopportare?

Sabato 28 aprile la Dott.ssa Giulia Cinelli, Biologa Nutrizionista, ti aspetta per una consulenza gratuita presso il Centro il Tulipano di Frascati in via Sciadonna, 9/a.

Prendi un appuntamento scrivendo a giuliacinelli@nutrizionista.email oppure telefonando al 329 18 58 289 e impara a prenderti cura della tua alimentazione e di quella dei tuoi cari!

La selettività alimentare nei bambini: tra normalità e patologia

È frequente che durante la crescita i bambini mostrino una selettività alimentare ovvero una preferenza, più o meno flessibile, verso alcuni alimenti, con difficoltà ad assaggiare cibi nuovi di diversa consistenza o colore. Questi comportamenti possono rientrare in un normale quadro evolutivo oppure inserirsi all’interno di una patologia specifica, l’ARFID o Disturbo dell’alimentazione evitante/restrittivo. È il più recente tra i Disturbi Alimentari ad essere stato classificato secondo i criteri del DSM-5, il manuale statistico e diagnostico più usato in psichiatria e, come la Bulimia e l’Anoressia Nervosa, è un problema che può causare complicanze, anche gravi, se non trattato precocemente.

Colpisce soprattutto i bambini, spesso dai 2-3 anni di età fino alla pre-adolescenza, e si manifesta con diversi comportamenti che vanno dall’alimentazione selettiva (restrizione a poche o pochissime categorie di alimenti, scelti in base al colore, all’odore, alla consistenza o altro), alla paura di soffocare o al completo disinteresse per il cibo. Nell’ARFID non c’è mai quella preoccupazione ossessiva per la forma del corpo, per la magrezza e per la perdita volontaria di peso che caratterizza l’Anoressia Nervosa o gli altri Disturbi Alimentari, tuttavia il bambino può mostrare una significativa perdita di peso a causa del disturbo e carenze nutrizionali, nonché limitazioni nella vita sociale.

È necessario distinguere, soprattutto in età infantile, quelle forme passeggere, espressione di un normale sviluppo evolutivo, da quelle che rappresentano dei veri e propri disturbi. Certi atteggiamenti verso il cibo, infatti, possono essere transitori o espressione di un temperamento introverso: bambini molto prudenti, timidi, un po’ rigidi, che non amano le novità, potrebbero avere un’alimentazione un po’ ripetitiva e poco varia, ma non si deve per forza parlare di un disturbo del comportamento alimentare.

La diagnosi di Arfid, infatti, viene fatta solo se queste anomalie nell’alimentazione si associano a conseguenze importanti e in particolare ad una significativa perdita di peso, insorgenza di carenze nutrizionali, che possono essere evidenziate dagli esami del sangue; necessità di ricorrere ad integratori alimentari, a supporto di una nutrizione carente, o addirittura alla nutrizione con un sondino nasogastrico; limitazioni nella vita sociale, per cui il bambino non esce più o non vuole più andare a pranzo o a merenda dagli amici perché sa che avrà delle difficoltà con i cibi proposti.

Le cause dell’Arfid possono essere molteplici, complesse e di varia natura: biologica, sociale, psicologica.

Potrebbero entrare in gioco fattori genetici, che predispongono ad esempio ad una maggiore sensibilità verso alcuni stimoli sensoriali. Il bambino, allora, che sente i sapori acidi in modo accentuato avrebbe più difficoltà ad assaggiare quegli alimenti anche con una minima nota di acidità, evitandoli di conseguenza.

Altre volte, invece, si evidenziano cause organiche, o un problema fisico sottostante: un’intolleranza alimentare, la celiachia, un reflusso gastroesofageo molto accentuato o, ancora, un disturbo del neurosviluppo.

In alcuni casi è il risultato di un’esperienza traumatica: rischiare di soffocare per un boccone andato di traverso o aver visto qualcuno in questa condizione può portare a una vera e propria fobia del cibo che può durare anche molto a lungo.

Altre volte, l’Arfid diventa un modo per esprimere qualche difficoltà emotiva o relazionale. Può succedere se ci sono forti tensioni in famiglia, in caso di una fortissima timidezza, oppure in presenza di un disturbo di apprendimento non diagnosticato come la dislessia. Sono bambini intelligenti e capaci, che quando cominciano ad andare a scuola si rendono conto che c’è qualcosa che non va e possono allora manifestare il proprio disagio evitando o selezionando molto il cibo.

Il disturbo alimentare di un figlio spesso sollecita paure e ansie in un genitore rispetto alle potenziali conseguenze sul piano fisico che il rifiuto del cibo può provocare. Tuttavia, il rischio è che l’attenzione si concentri solo sul sintomo alimentare, senza andare ad indagare i motivi che spingono il bambino o l’adolescente a rifiutare il momento del pasto. È utile quindi parlare con bambini e ragazzi delle proprie paure e delle proprie difficoltà, mantenendo un atteggiamento attento ma non controllante o giudicante ed evitando atteggiamenti iperprotettivi o rigidi.

Se pur mantenendo un atteggiamento equilibrato e non troppo apprensivo permane la percezione di un problema è utile contattare il pediatra o un centro specialistico per la diagnosi e il trattamento dei Disturbi Alimentari. L’intervento precoce è fondamentale, perché quanto prima si presenta il problema, tanto più è facile intervenire con programmi terapeutici intensi: la personalità di un bambino è ancora in via di sviluppo, il disturbo non ha tempo di cronicizzare ed è per questo che l’intervento terapeutico risulta più efficace.

La letteratura evidenzia un’eziopatogenesi multifattoriale che coinvolge sia aspetti più strettamente medici, che aspetti psicologici individuali e relazionali-familiari. Pertanto, il trattamento deve essere integrato richiedendo l’intervento di più figure professionali: psichiatri, psicologi, nutrizionisti, specialisti di medicina interna, etc.  Le più recenti linee guida nazionali e internazionali (RANZCP-CPG, 2014; APA,2006; NICE, 2004) suggeriscono come fondamentale il coinvolgimento dei genitori nel trattamento dei DA in età evolutiva ma importante risultano anche i laboratori del gusto, dove il bambino viene aiutato a familiarizzare con cibi nuovi e di diversa consistenza.