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Pacchetto valutazione logopedica e neuropsicomotoria

Il Centro “Il Tulipano”, dopo il periodo delicato appena trascorso, ha pensato di andare incontro alle famiglie proponendo degli incontri valutativi a sostegno di un intervento globale e su misura per il bambino.

Vi aspettiamo per un primo incontro gratuito!

Qual è il costo emotivo della cura?

Compassion fatigue, trauma secondario e burn out

Normalmente ci troviamo a parlare della qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie, del loro benessere psicofisico, lasciando sullo sfondo  quello che succede a chi se ne prende cura, non considerando la stretta relazione che intercorre tra chi cura e chi è curato.

Possiamo parlare di una progressiva fatica della cura che coinvolge diverse figure professionali in diversi settori e colpisce anche  chi spesso si trova ad assistere a casa un familiare malato. Si sviluppa quando vi è un’ esposizione   ripetuta alla sofferenza e al dolore degli altri,   per questa ragione i più colpiti   risultano  i professionisti che lavorano in campo sanitario.  Questo stato può portare un individuo a sviluppare una serie di disturbi comportamentali  ed emotivi, che si possono manifestare in diverse forme e che possono  compromettere la qualità della vita personale e lavorativa, fino a sviluppare una vera e propria sindrome,  la Compassion Fatigue, spesso collegata ed in stretta relazione con il Trauma Secondario e la Sindrome da Burnout. Sebbene ci siano alcune differenze,  i concetti di Stress Traumatico Secondario e Compassion Fatigue possono essere considerati sovrapponibili (Bride, Radey e Figley, 2007). Ma cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Cos’è la Compassion Fatigue?  

Il concetto di  Compassion Fatigue descrive i sentimenti di profonda partecipazione e comprensione per qualcuno colpito da sofferenza, accompagnati da un forte desiderio di alleviarne la sofferenza o eliminarne la causa.  Possiamo definirla come il disagio psicologico indotto dal vivere costantemente a contatto con il dolore altrui, uno stato di  tensione e preoccupazione, caratterizzato da una sintomatologia che ricorda quella del Disturbo Post-Traumatico da Stress  e che può manifestarsi in chi è frequentemente  esposto alla sofferenza e al racconto delle altrui esperienze traumatiche (Figley, 2002).

Quali sono gli effetti?

I primi studi su questa condizione psichica sono stati fatti nel campo della traumatologia  e hanno  definito la Compassion Fatigue anche come il costo emotivo della cura. Ha un’insorgenza  acuta ed improvvisa, che può essere scatenata anche da una sola esperienza percepita come particolarmente critica dalla persona che ne è colpita. Si può manifestare con un  senso di solitudine; incubi; senso di irrequietezza, ipersensibilità, ansia diffusa, alterazione dell’umore, rabbia, disturbi del sonno, tristezza. I segni di questa condizione possono sfociare in quello che viene definito Stress Traumatico Secondario. 

Cos’e il Trauma Secondario? 

Inizialmente chiamato  traumatizzazione vicaria (McCann e Pearlman, 1990)  poi Stress Traumatico Secondario  (Figley, 1995), si manifesta con una serie di reazioni comportamentali ed emotive derivate  dalla conoscenza di eventi traumatici sperimentati da altri o in seguito all’aiuto o al tentativo di aiuto a persone traumatizzate. Secondario quindi deriva dal fatto che si tratta  del vissuto indiretto di eventi traumatici. 

Si manifesta come conseguenza  di un forte carico emotivo e impegno  nella cura di un altro individuo, in seguito al tentativo di supportarlo. Dunque, coloro che sono esposti al rischio di trauma secondario sono tipicamente professionisti e volontari quali soccorritori e personale socio-sanitario. Se si esclude il fatto che in questa particolare condizione l’esposizione all’evento traumatico è indiretta, i sintomi sono gli stessi presenti  nel Disturbo Post-Traumatico da Stress ovvero: pensieri intrusivi, la tendenza ad evitare qualsiasi situazione che possa ricordare o mettere nella condizione di ripercorrere con la mente l’evento traumatico, poiché troppo doloroso da sopportare a livello psicologico, aumento dell’arousal cioè dello stato di attivazione neurovegetativa dell’organismo e più in generale una compromissione del funzionamento dell’individuo.  

Per chi soffre di questa forma di trauma, il peso emotivo dell’assistenza risulta insostenibile. Spesso gli operatori si mettono maggiormente a rischio quando adottano strategie di distacco e controllo delle proprie emozioni, portando gradualmente a diventare incapaci di verbalizzare ciò che stanno vivendo, a distaccarsi da ciò che provano e quindi dalla sofferenza dell’altro. Possiamo sostenere che la reazione in questo caso non è dovuta al trauma in sé, ma  alla relazione d’aiuto, basata su empatia e immedesimazione, che si instaura tra “vittima” e “soccorritore” in situazioni ad alto impatto emotivo.

La Sindrome da Burnout  

Il Burnout può essere un’altra forma di Compassion Fatigue (Beck 2011; Ricard 2015), indica una condizione di spossamento e insoddisfazione nel proprio lavoro, dovuto alla percezione di un carico eccessivo che perdura per un lungo periodo di tempo, ma la Sindrome da Burnout può colpire indipendentemente dal tipo di professione o dall’esposizione indiretta a situazioni traumatiche, in quanto è conseguenze della scarsa qualità di vita professionale.  

Viene provata nel momento in cui il soggetto percepisce la mancanza di gratificazione, di aver esaurito le risorse per svolgere al meglio il proprio lavoro e nel caso si verifichi nelle professioni d’aiuto, può portare alla deresponsabilizzazione, ovvero ad una  perdita d’interesse nei confronti delle persone a cui il professionista dovrebbe rivolgere le proprie attenzioni. Avverrebbe un conflitto  tra sentimenti di rabbia, frustrazione e stanchezza e la capacità di mostrare empatia rispetto a chi si deve curare (Maslach, Schaufeli e Leiter 2001). 

La Compassione Fatigue e il Burnout  differiscono anche per la modalità di insorgenza, la prima è uno stato che scaturisce immediato e acuto, mentre il Burnout è un processo più  graduale, corrisponde a un  progressivo consumarsi motivazionale dell’operatore, che si sente sopraffatto dal proprio lavoro e incapace di promuovere un cambiamento positivo (Figley, 1995). Il Burnout risulta associato al contrasto tra la richiesta di inibire le proprie emozioni sul lavoro per favorire un buon risultato e quella di mostrare empatia per il fatto di avere un ruolo di colui che cura.

Non solo effetti negativi della cura

Ovviamente l’ambito della cura non comporta solo conseguenze negative per gli operatori. La risposta dell’esposizione a un evento traumatico si inserisce  lungo una linea che va da un estremo positivo di Compassion Satisfaction, la soddisfazione percepita dalla cura,  ad un estremo negativo di  Compassion Fatigue. Lo sviluppo della Compassion Fatigue può essere determinato sia dalla situazione contestuale, quindi dal tipo e dal tempo di esposizione ad un certo evento, sia dalle proprie strategie di coping (Figley, 2002). 

Spesso si è osservato che i medesimi fattori che possono produrre soddisfazione in un professionista, in termini di impegno e  gratitudine, possono improvvisamente tramutarsi nella fonte del malessere. E’ un confine a volte sottile e del quale possiamo non essere consapevoli.

Cosa fare per prevenire e gestire il rischio di Compassion Fatigue, Trauma Secondario e Burnout?

Sicuramente un’ambiente di lavoro adeguato, che tenga conto del rischio   fisico, ma anche del rischio emotivo dei propri operatori, che offra loro la possibilità di un sostegno individuale o di gruppo, sembrerebbe la condizione ideale, ma  sappiamo che spesso per diversi motivi, non è possibile garantire un’ambiente ottimale. 

Risulta fondamentale sicuramente il ruolo svolto dal gruppo di lavoro, riuscire ad utilizzarlo come risorsa per poter avere un confronto, narrare e condividere i propri vissuti può essere di aiuto.  Possiamo adottare, se possibile, piccoli accorgimenti personali che possono ulteriormente contribuire alla riduzione del rischio:  garantirsi un tempo personale che possa bilanciare lavoro con altre attività di svago e riposo, mantenere viva la propria rete personale, amicale e familiare, tutto questo  per favorire una decompressione del carico emotivo che si sta vivendo.

Certamente la principale prevenzione risulta diffondere la  conoscenza di queste sindromi, spesso confuse o sottovalutate, capire qual è la loro insorgenza, cosí da riconoscerne facilmente i segni e in maniera tempestiva poter chiedere aiuto.

Consigli per una sana alimentazione – 1

Cosa significa fare un pasto completo? Cosa sono i nutrienti? Come variare le fonti proteiche e quali scegliere? A tutte queste domande e a molte altre risponde la nostra esperta dott.ssa Cinelli, autrice del blog Nutri et Amo dove poter trovare anche gustose e originali ricette!

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Come comporre la settimana alimentare

Ovvero la programmazione dei pasti e degli alimenti della settimana

Ora che sappiamo come fare la spesa e abbiamo imparato a conservare i cibi senza alternarne le proprietà nutritive, siamo pronti per il prossimo step, ovvero programmare i pasti e comporre la settimana alimentare con l’aiuto della nostra specialista, dott.ssa Cinelli.

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Come fare la spesa – Parte 2

Continua a seguire i suggerimenti per fare la spesa in modo corretto

In questo secondo video la dott.ssa Cinelli ci aiuta a capire cosa mettere nel carrello e cosa evitare per mantenere uno stile alimentare sano e completo.

Inoltre, ci offre qualche suggerimento su come conservare il cibo correttamente e il più a lungo possibile senza perdere le proprietà nutritive degli alimenti.

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Come fare la spesa durante la quarantena?

Piccoli trucchi per ottimizzare i tempi per la spesa durante la quarantena per il Coronavirus.

Abbiamo chiesto alla nostra nutrizionista Dott.ssa Giulia Cinelli, fondatrice della pagina facebook Nutri et Amo, qualche piccolo consiglio per l’alimentazione durante la quarantena.

Lei, giustamente, ci ha risposto partendo dalle basi, ovvero come organizzare la spesa e ottimizzare i tempi al supermercato.

Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi, una volta a casa, con le buste piene di surgelati o gustose merende, ma senza quello che serviva e per cui si era usciti?

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Incontri informativi gratuiti sulla genitorialità

Uno spazio gratuito di apprendimento, un’occasione di confronto tra genitori e professionisti e un momento di ascolto per mamme e papà alle prese con il nuovo bebè!

Gli incontri informativi gratuiti sulla genitorialità hanno lo scopo di creare uno spazio di condivisione tra mamme, papà e gli esperti del settore nelle varie tematiche che interessano le prime fasi della vita del bambino.

Gli incontri si terranno presso la sede del Centro Il Tulipano in via Sciadonna 9/A e avranno una durata di circa due ore ciascuno. Sono aperti a tutti, ma è necessario prenotarsi per garantire un’organizzazione ottimale da parte del Centro scrivendo una mail a centro.iltulipano@gmail.com oppure telefonando alla responsabile del progetto dott.ssa Criscuolo 3931617222.

15.02.2020 | ore 15:30 | Negoziazione e gestione dei conflitti tra neogenitori

L’incontro, a cura delle Dott.sse Criscuolo e Stefanile, psicologhe e mediatrici familiari, approfondirà il tema della genitorialità nei diversi momenti evolutivi della coppia e del bambino. Verranno affrontati i temi di maggiore complessità all’interno della coppia genitoriale (alimentazione, educazione, lavoro e tempo libero) e le possibili strategie di negoziazione e gestione del conflitto. Ampio spazio sarà dato alle esperienze dirette dei partecipanti e alla discussione di gruppo.

22.02.2020 | ore 15:30 | Gioco e linguaggio nei primi anni di vita del bambino

L’obiettivo dell’incontro presentato dalla Logopedista Dott.ssa Del Pinto e dalla Neuropsicomotricista Dott.ssa Puntillo è sensibilizzare circa le situazioni di ritardo del linguaggio nel bambino piccolo e mostrare come il gioco, nelle sue evoluzioni, sia tra i più importanti prerequisiti per l’emergere del linguaggio e come le due competenze procedano parallelamente nel corso dei primi anni di vita del bambino.

07.03.2020 | ore 15:30 | Alimentazione e ciclo di vita del bambino

L’incontro, a cura della Dott.sa Criscuolo, psicologa, e della Dott.ssa Cinelli, biologa nutrizionista, affronterà il tema dell’alimentazione in età pediatrica rispetto alle tappe evolutive del bambino e della famiglia. Partendo dall’allattamento, verranno illustrati i momenti più critici che la coppia genitore-bambino affronta e le possibili strategie da adottare, attraverso un’ottica che integra gli aspetti relazionali e le esigenze alimentari. Verranno inoltre approfonditi i correlati comportamentali legati all’assunzione di specifici alimenti (es. zuccheri e/o carboidrati) e verrà lasciato spazio a eventuali domande e approfondimenti sui temi che maggiormente interessano i partecipanti.

14.03.2020 | ore 15:30 | Vita perinatale: aspetti psichici ed emotivi

A cura della Dott.ssa Scampoli, psicologa psicoterapeuta, l’incontro si concentrerà sulle esperienze immediatamente precedenti e successive la nascita. Verranno toccati temi relativi a nascite premature, lutti perinatali, interruzioni di gravidanza per favorire la condivisione di esperienze anche difficili e complesse. Molto spazio verrà dedicato al racconto di esperienze personali e non, a domande e perplessità su tutti gli aspetti psichici ed emotivi relativi ai temi proposti.

Alimentazione e stili di vita per la salute preconcezionale

La salute preconcezionale è importante per la gravidanza, la salute della coppia e del nascituro

La salute preconcezionale, cioè quella che riguarda il periodo precedente il concepimento, è un fattore di estrema importanza per garantire un normale decorso della gravidanza, ridurre il rischio di Esiti Avversi della Riproduzione (EAR) e assicurare un buono stato di salute sia della mamma che del futuro nascituro.

Una coppia in età fertile che inizia a pensare alla costruzione della propria famiglia dovrebbe occuparsi ancora di più della propria salute ed in particolare dovrebbe mettere in atto alcuni comportamenti protettivi e preventivi (Per saperne di più visita www.mammainforma.it). Di seguito le principali raccomandazioni per la coppia nel preconcezionale.

Stato nutrizionale e alimentazione

E’ importante mantenere un peso corporeo nella norma ed in generale uno stato di nutrizione ottimale. Una malnutrizione per difetto o per eccesso può causare problemi di fertilità, sia nell’uomo che nella donna, problemi durante la gravidanza e incidere sulla salute del feto e del futuro bambino. Adottare un’alimentazione variata di stampo mediterraneo, cioè ricca di alimenti vegetali, come frutta, verdura e legumi, che comprende buon consumo settimanale di pesce (soprattutto azzurro), è importante per la popolazione generale e in particolare per chi progetta di avere un figlio.

Acido folico: pertutte le donne in età fertile è raccomandata l’integrazione quotidiana con 400mcg di acido folico così come l’aumento del consumo di alimenti naturalmente ricchi in folati tra cui: asparagi, broccoletti, rape rosse, bieta, indivia, arance, mandarini, kiwi, fragole, lenticchie, fave. Una folatemia adeguata nella donna in attesa è importante per ridurre il rischio di difetti del tubo neurale, come anencefalia e spina bifida, e altri EAR. Un intervento preventivo è fondamentale in quanto la formazione del tubo neurale avviene nel primissimo periodo di gestazione, fase in cui generalmente la donna non sa ancora di essere incinta.

Attività fisica: uno stile di vita attivo secondo le raccomandazioni OMS è estremamente importante per uno stato di salute ottimale, anche nel periodo preconcezionale  (https://www.who.int/dietphysicalactivity/factsheet_recommendations/en/).

Fumo: è importante l’astensione al fumo della coppia che progetta una gravidanza. L’abitudine al fumo riduce la fertilità sia nell’uomo che nella donna, inoltre sia quello attivo della mamma che quello passivo del papà posso avere effetti diretti sulla salute del feto e del bambino in seguito.

Alcol: nella popolazione generale e in particolare in età fertile è estremamente importante ridurre il consumo di alcol ed evitare il binge drinking, a causa dell’incrementato rischio di infertilità e EAR. In particolare nella donna nel periodo prima del concepimento è importante astenersi il più possibile dall’assunzione di bevande alcoliche, il periodo del concepimento e le prime settimane di gestazione rappresentano il momento di maggiore vulnerabilità per il feto. Una volta a conoscenza della gravidanza la donna deve astenersi completamente dal consumo di alcol.     

Malattie croniche: in caso di malattie come diabete, ipertensione, epilessia è necessario rivolgersi al medico prima di intraprendere una gravidanza. In particolar modo è importante condividere e valutare la gestione della terapia farmacologica.

Oltre a ciò è importante, ove necessario effettuare dei controlli medici. Per esempio per le donne è raccomandato lo screening per la rosolia e ove necessario un intervento di immunizzazione. Data l’importanza della salute preconcezionale, i nuovi LEA hanno incluso una classe di esami  e prestazioni per la coppia specifici per il periodo antecedente il concepimento (http://www.salute.gov.it/BancheDati/anagrafi/GDA).

Bibliografia:

Stephenson, J., Heslehurst, N., Hall, J., Schoenaker, D. A., Hutchinson, J., Cade, J. E., … & Kumaran, K. (2018). Before the beginning: nutrition and lifestyle in the preconception period and its importance for future health. The Lancet391(10132), 1830-1841.

Dott.ssa Giulia Cinelli

Biologa Nutrizionista
Esperta in Nutrizione Pediatrica e Personalizzata

http://www.centroiltulipano.com